In occasione dell’uscita di “Valeria Corona – Storie da una Terapia intensiva COVID” abbiamo deciso di intervistarne gli ideatori.
“Valeria Corona” questo è il nome del progetto della redazione di Niente da Dire. Per due mesi abbiamo seguito le vicende di Valeria, un’infermiera che lavora in un reparto COVID. La sua storia raccontata giorno dopo giorno sotto forma di diario è editata da Daniele Daccò e illustrata dai disegni di Camilla Fasola.
In questi mesi è stato difficile comprendere quello che stava succedendo intorno a noi e fin troppo spesso, bombardati dalle informazioni, ci siamo voltati dall’altra parte, per non sentire, per non guardare. Ci siamo ritrovati smarriti e confusi difronte a un nemico più grande di noi, e non sto parlando del virus, ma della disinformazione.
Nei racconti ci ritroviamo a rivivere quello che Valeria e tanti colleghi hanno affrontato in questi mesi, e continuano ad affrontare. E, soprattutto, viviamo questa situazione con gli occhi di chi la affronta in prima persona.
All’interno del diario i nomi, anche quello di Valeria, sono stati cambiati per tutelare la privacy di tutti i coinvolti, ma ciò che accade è vero.
Chi c’è dietro al progetto



Camilla Fasola è una giovane e talentuosa allieva della Scuola Internazionale di Comics di Brescia, collabora da un po’ di tempo con Niente da Dire realizzando le illustrazioni di diversi progetti legati ai giochi di ruolo oltre a illustrare la rubrica del Rinoceronte per la rivista Playboy.
“Valeria Corona” è il suo primo progetto da illustratrice che verrà pubblicato, un lavoro di gran valore sia per l’importanza del tema trattato che a livello professionale.
Camilla ama l’arte in ogni sua forma, e oltre a studiare come illustratrice, frequenta il conservatorio di Como, dove suona l’oboe.
Potete trovarla su Instagram.
I racconti sono stati raccolti nel libro “Valeria Corona – Storie da una Terapia intensiva COVID” che potete trovare in pre-ordine su Dicelair. Parte dei ricavati andrà in beneficenza.
L’intervista
Com’è nata l’idea di redigere il diario di Valeria Corona, l’infermiera di terapia intensiva?
È nato all’improvviso. Eravamo al telefono, stavo dicendo a Daniele dei cambiamenti del mio reparto e del fatto che avrei lavorato nella terapia intensiva covid19 per mia scelta. Lui mi ha offerto prima di tutto sostegno e poi ha ideato questa rubrica. È stato un fulmine a ciel sereno, ma con le idee di Daniele spesso capita così.
Da quanto vi conoscete e come vi siete conosciuti?
Allora, io lo conosco da molto prima che lui conosca me. Lo seguivo da sempre sui social e lo considero ancora oggi uno dei miei autori preferiti. Poi ci siamo incontrati a Lucca e da lì mi supporta. E a volte, sopporta.
Cosa pensate abbia suscitato, e continuerà a suscitare, nei lettori la testimonianza di qualcuno impegnato in prima linea in questa emergenza?
Diamo informazioni differenti rispetto a quelle delle istituzioni, con un diverso punto di vista, quello di Valeria appunto che, impegnata in prima linea, non può che essere una voce emotiva e morale più che semplice numeri e statistica. Le paure, i difetti e i dubbi sono tutto ciò che avvicina Valeria ai suoi lettori e superando questi ostacoli ci piace pensare che possa aiutare anche la gente che legge.
Valeria, prima di quest’emergenza qual era l’opinione della gente riguardo al tuo lavoro? Credi sia cambiato qualcosa?
Il lavoro dell’infermiere ha diversi punti a sfavore, purtroppo, nella nostra nazione: dal salario più basso d’Europa, al demansionamento, alla non consapevolezza della figura professionale, alle persone che pensano ci voglia “vocazione” più che preparazione per fare l’infermiere, c’è ancora molta strada da fare. Sicuramente c’è stata una “rivalutazione” della figura durante questa pandemia, ma temo scomparirà appena sparirà il virus. Amo i progetti come Valeria Corona perché ci permettono di comprendere meglio il mondo della sanità e conoscere figure professionali che, in realtà, sono molto vicine a noi.

La storia è affidata alla penna di Daniele Daccò e gli splendidi disegni sono di Camilla Fasola.
Una curiosità che mi è venuta in mente leggendoti, Valeria: come si sanificano i libri?
Il virus sulla carta rimane attivo poche ore, se non erro quattro, quindi sarebbe necessario tenerli in quarantena e sanificare semplicemente la copertina di plastica con del disinfettante (giusto per andare sul sicuro)
Daniele, parlaci di Camilla Fasola, colei che ha realizzato i bellissimi disegni del diario.
Camilla Fasola è un giovane e promettente talento che ho conosciuto grazie a Niente Da Dire. Il nostro rapporto professionale è cominciato come spesso accade quando lei mi portò il suo portfolio a Lucca. Da allora abbiamo coltivato il nostro sodalizio fino ad arrivare a Valeria Corona. Con Camilla nel tempo abbiamo portato avanti diversi progetti, in particolare quelli legati al gioco di ruolo con vignette dedicate ai nostri libri game o alle nostre sessioni di D&D. È un piacere lavorare con Camilla, un buon clima dietro le quinte spesso porta a un ottimo lavoro davanti agli occhi di tutti.
Si è parlato del fatto che a fine emergenza ne saremmo usciti migliori, da tutti i punti di vista, voi cosa ne pensate?
Una situazione come questa, una pandemia globale, che ha messo in ginocchio il mondo intero dovrebbe essere un’esperienza formativa, un’occasione per migliorare come persone e cittadini del mondo. Spero che tutti abbiano imparato qualcosa da tutto questo. La divulgazione culturale è l’unica arma a nostra disposizione per prevenire e/o curare eventi come questo e credo che Valeria faccia parte di questa medicina.
Avete già in mente altri progetti per il futuro?
Assolutamente si, comincerò col lavorare attivamente con Niente Da Dire e mi occuperò di una rubrica mensile sul loro sito ufficiale che parlerà del mio lavoro in ospedale.
In questi mesi abbiamo seguito ogni giorno le vicende di Valeria Corona e siamo felici che questo progetto si sia concretizzato in una raccolta che contribuirà a sensibilizzare i lettori. Ringraziamo Daniele e Valeria per averci concesso questa intervista e non vediamo l’ora di seguire la nuova rubrica.

