Sto camminando da ore, la fame è sempre più forte. L’unica cosa che mi sostiene sei tu. Hai bisogno di mangiare, abbiamo bisogno di mangiare. Così, quando vedo quell’ananas il mio cuore si riempe di speranza. I bipedi devono averlo lasciato per noi. Sono gentili, puoi fidarti di loro. Quando verrai al mondo li conoscerai, ce ne sono alcuni piccoli piccoli, i loro cuccioli, proprio come sarai tu un giorno.
D’un tratto qualcosa esplode, è l’ananas che ho in bocca. Il rumore mi spaventa e subito inizia a salire il dolore, pungente alla bocca. Mentre corro per il villaggio il dolore si fa sempre più forte. Devo arrivare al fiume – penso. Dalla mia bocca continua a scorrere il sangue, corro sempre più veloce, mentre dentro di me la paura diventa sempre più forte.
Eccolo, il fiume, un barlume di speranza. Entro in acqua, mentre il cuore mi batte all’impazzata. Il contatto con l’acqua mi dà un po’ di sollievo, provo a calmarmi. Ma mi rendo subito conto che la ferita è troppo profonda.
Non ci resta molto tempo. La mia colpa è stata quella di fidarmi degli umani. Ma la tua? Tu non hai colpe.
La cieca malvagità dell’uomo che distrugge ciò che lo circonda, avrà mai una fine? A quanto dolore dovremo ancora assistere per colpa di questa insensata crudeltà?
Non aver paura, chiudi gli occhi. La mamma sarà sempre qui con te.

